Campomorone ristrutturato

Campomorone, Genova, 16014

€79,000

2 Camere | 1 Bagni  |  65 m2

ribassato
Informazioni sull'immobile

In ottimo stabile dotato di riscaldamento centralizzato ed ascensore, proponiamo splendido appartamento ristrutturato e luminoso.
La disposizione interna prevede un ingresso con ampio armadio a muro, una camera matrimoniale ed un’ampia zona giorno open space con finestra e doppia porta finestra di accesso alla balconata. Gli impianti sono recenti così come arredi ed elettrodomestici.
Il bagno è ampio, con doccia e spazio lavatrice.

Amministrazione €. 100 mensili

IPE in elaborazione

 

Storia

I numerosi ritrovamenti di manufatti di varia natura, risalenti all’età del ferro, segnano la presenza dell’uomo in queste valli già in epoca preistorica.

In epoca romana, precisamente nel 148 a.C., fu costruita la Via Postumia ad opera del console della Repubblica di Roma Spurio Postumio Albino Magno. Già in quest’epoca contese tra i Liguri Genuates e i Veiturii Langenses (abitanti dell’alta val Polcevera) dominavano per queste valli, tanto da rendere necessario nel 117 a.C. un intervento diretto del Senato romano.

Nel III secolo le prime incursioni barbariche portarono allo spopolamento del paese verso Genova, ma in seguito la zona cominciò a ripopolarsi. L’attività agricola rifiorì e si riattivarono le vie di comunicazione. Durante il dominio bizantino della Liguria (intorno al 537) i paesi sulla Via Postumia, quindi anche Campomorone, divennero presidi politico-militari. Non esistono fonti storiche riguardo al Medioevo e si hanno del paese poche e sporadiche notizie, tra le quali le invasioni dei Saraceni nel IX e X secolo.

In un documento scritto del 1163 viene citato il toponimo Campomorone, relativo alla vendita di terre e campi ad un console di Genova.

Nel XVI secolo Campomorone vide aumentare la sua importanza politica, ma soprattutto economica. La Repubblica di Genova, divenuta nuova proprietaria del villaggio già dal XII secolo, rese carreggiabile il percorso di fondovalle del Polcevera fino al passo della Bocchetta, inaugurando la nuova strada il 5 dicembre del 1583. In seguito fu costruito il palazzo Pinelli, ora palazzo Balbi e sede del municipio, mentre verso la fine del secolo era già operante l’attività estrattiva del marmo verde di Pietralavezzara. Nei locali della parrocchia di Santo Stefano di Larvego esiste un reperto antichissimo che contrasta con la credenza che l’estrazione del marmo (conosciuto come “verde Polcevera”) di Pietralavezzara, iniziò in epoca rinascimentale. Si tratta di un battistero in marmo verde ricavato da un blocco di alcuni quintali risalente all’XI secolo.

I ruderi del “cabannun” prima dei restauri del 2008-2009

Nel XVII secolo fu costruita la cappella di San Bernardo, ampliando la preesistente cappella di Santa Caterina da Siena. L’edificio divenne punto di riferimento degli abitanti assorbendo parte degli uffici parrocchiali della pieve di Langasco. Nel 1702, dopo un’opera di ampliamento, fu riaperta al culto la cappella di Nostra Signora della Misericordia.

Tra il 1746 e il 1747 il territorio subì l’invasione degli Austriaci e molte frazioni di Campomorone vennero abbandonate dagli abitanti, tra cui Cravasco dove gli invasori saccheggiarono la locale chiesa portando via la campana, gli arredi, bruciando le carte e i documenti dell’archivio. Tra le varie distruzioni compiute dall’esercito austriaco si ricorda inoltre la devastazione della chiesa romanica di Santo Stefano, dove fu lasciato in piedi soltanto il campanile.

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte, il 2 dicembre 1797 il territorio di Campomorone rientrò nel Dipartimento del Polcevera, con capoluogo Rivarolo, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Larvego divenne capoluogo del V cantone della Giurisdizione della Polcevera e dal 1803 centro principale del II cantone della Polcevera nella Giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel XIV mandamento di Pontedecimo del circondario di Genova dell’allora provincia di Genova.

Fino all’Ottocento l’ente comunale aveva il nome di Larvego, ed aveva sede nella omonima frazione; assunse il nome attuale con il suo trasferimento nel 1871[4] nell’attuale capoluogo. Durante la seconda guerra mondiale tanti furono i partigiani di queste valli che contribuirono con il loro sacrificio alla liberazione d’Italia. In particolare, l’eccidio di Cravasco prende il nome dalla frazione omonima, presso il cui cimitero furono fucilati per rappresaglia diciassette antifascisti[5].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Polcevera e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[6], ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera.

 

Caratteristiche dell'immobile
  • Balcone
Posizione